Falerio
Denominazione di Origine Controllata
Falerio è una DOC delle Marche, nota soprattutto per i vini bianchi.
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Da ricordare
Bianco del Piceno da uvaggio: Trebbiano toscano con Passerina e Pecorino. Il nome richiama l'antica Falerio, città romana nel Fermano.
Storia
Il nome viene dalla città romana di Faleria, poi Falerio Picenus, l'attuale Falerone. Documenti di Fermo ricordano il vino di Faleria dal XIII secolo. La DOC è del 1975; il Pecorino come tipologia è un'aggiunta più recente.
Territorio
Colline delle province di Ascoli Piceno e Fermo tra i 50 e i 700 metri; sono esclusi i fondovalle umidi e le quote più alte. I suoli sono profondi e porosi. La temperatura media annua è di circa 14 °C, con estati intorno ai 23 °C e 700-800 mm di pioggia.
In cantina
Non sono previsti periodi minimi di invecchiamento. Il Pecorino ha regole più strette del Falerio base: resa massima di 11 tonnellate per ettaro invece di 13, densità di impianto più alta e almeno 12% vol al consumo.
Nel bicchiere
Il Falerio è paglierino più o meno tenue, con un profumo leggero e un sorso secco, sapido e appena acidulo. Il Pecorino ha riflessi verdognoli ed è secco, con una freschezza acidula.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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