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DOCRossoLombardia

Bonarda dell'Oltrepò Pavese

Denominazione di Origine Controllata

Bonarda dell'Oltrepò Pavese è una DOC della Lombardia, nota soprattutto per i vini rossi. Vitigni: Croatina (almeno 85%), con Barbera, Ughetta (Vespolina) e Uva rara.

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Lombardia

Da ricordare

Tranello classico: la Bonarda dell'Oltrepò si fa con la Croatina, non con la Bonarda piemontese. Spesso frizzante, può essere secca, abboccata o amabile.

Storia

La vite in Oltrepò è antichissima: presso Casteggio è stato trovato un tralcio preistorico, e Strabone, nel I secolo a.C., ricorda le grandi botti della zona. Nel 1873 Rovasenda riconobbe nella 'seconda Bonarda' dell'Oltrepò la Croatina; dopo la fillossera molti reimpianti privilegiarono però la Barbera. La Bonarda nasce come tipologia della DOC Oltrepò Pavese nel 1970 e diventa DOC autonoma nel 2010.

Territorio

Colline a sud del Po, nell'Oltrepò Pavese, su suoli calcarei o calcareo-argillosi formati da marne, calcari, argille e gessi; fondovalle e pianura sono esclusi. Le zone più adatte alla Croatina stanno tra 150 e 350 metri, con versanti in gran parte rivolti a sud-ovest, nell'area tra Rovescala, Montù Beccaria, Pietra de' Giorgi e Borgo Priolo. Il clima è continentale, con estati calde e piogge concentrate in autunno e primavera.

In cantina

Non sono previsti periodi minimi di invecchiamento. Le rese arrivano a 12,5 tonnellate per ettaro e il vino finito deve avere almeno 12% vol (11% per il Frizzante). Il residuo zuccherino distingue le versioni secca, abboccata e amabile; la vinificazione del Frizzante è ammessa anche fuori zona, in Lombardia e Piemonte.

Nel bicchiere

Rosso rubino intenso, spesso con riflessi violacei. Il profumo è intenso e fruttato, con ricordi di ciliegia, mora e frutti rossi; in bocca ha un tannino leggero e può essere secco o con una nota dolce. Il Frizzante ha una spuma vivace che svanisce presto e un sorso fresco.

Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.

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