Val d'Arno di Sopra
Denominazione di Origine Controllata. Detta anche Valdarno di Sopra
Val d'Arno di Sopra è una DOC della Toscana, con vini di più tipologie.
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
Valle dell'Arno tra il Pratomagno e i Monti del Chianti. Tra le tipologie da vitigno ci sono autoctoni poco diffusi come Foglia tonda, Pugnitello e il bianco Orpicchio.
Storia
Plinio il Vecchio indica già la zona tra Arezzo e Firenze tra quelle vocate al vino, e il catasto fiorentino del 1427 classifica qualità e prezzi dei vini per area. Un bando del granduca Cosimo III de' Medici del 1716 delimita il Valdarno di Sopra tra le zone di produzione tutelate, e a fine Ottocento la valle forniva gran parte dei bianchi toscani di qualità. La DOC è del 2011, nata dopo l'esperienza della vicina DOC Pietraviva.
Territorio
Colline sui due lati dell'Arno tra il Pratomagno e i Monti del Chianti, con vigneti per lo più esposti a ovest e sud-ovest; sotto i 170 metri non si possono iscrivere vigne. Il sottosuolo è formato da arenarie del Miocene inferiore (Macigno e formazione di Londa), a cui studi locali collegano la sapidità dei vini. L'estate risente dell'influsso mediterraneo, con forti escursioni tra giorno e notte; le piogge, tra 550 e 900 mm, cadono per lo più in autunno e inverno.
In cantina
La Riserva dei rossi richiede almeno 24 mesi di invecchiamento, di cui 12 in legno e 3 in bottiglia; quella dei bianchi almeno 12 mesi, di cui 6 in legno e 3 in bottiglia. Il Vin Santo matura in caratelli fino a 225 litri e si considera pronto dal 1° novembre del quarto anno dopo la vendemmia. Il Rosato spumante si fa solo con metodo classico e almeno 48 mesi sui lieviti.
Nel bicchiere
Il Bianco è giallo paglierino, fine e delicato, secco. Il Rosso è rubino più o meno intenso, fruttato, asciutto e pieno. Il Vin Santo va dal paglierino all'ambra carica, con profumo etereo e intenso, e può essere secco o molto dolce; lo spumante rosato, dal rosa tenue al buccia di cipolla, ha una spuma fine e note di lievito.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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