Asti
Denominazione di Origine Controllata e Garantita
Asti è una DOCG del Piemonte, nota soprattutto per gli spumanti. Vitigni: Moscato bianco (almeno 97%).
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
Il Moscato aromatico per eccellenza: spumante con metodo Martinotti (Asti) o frizzante a bassa gradazione (Moscato d'Asti).
Storia
Il Moscato bianco è il vitigno che, nel tempo, si è affermato su queste colline per la sua resa aromatica. Le tecniche per ottenere spumanti dolci dal Moscato si sono sviluppate qui tra Ottocento e Novecento, con il lavoro di Carlo Gancia e degli enologi della stazione enologica di Asti, tra cui Federico Martinotti, che diede il nome al metodo in autoclave.
Territorio
Colline tra le province di Asti, Cuneo e Alessandria, oltre cinquanta comuni dalle Langhe al Monferrato e all'Acquese. Il Moscato preferisce i dossi soleggiati su terreni calcarei o calcareo-argillosi, che ne esaltano gli aromi; nella zona si alternano anche suoli più argillosi o sabbiosi, che danno profumi diversi.
In cantina
L'Asti spumante si fa in autoclave con una presa di spuma di almeno un mese, oppure con metodo classico e almeno nove mesi sui lieviti. Il Moscato d'Asti è frizzante, con al massimo 2,5 bar e un alcol svolto tra 4,5 e 6,5% vol: la fermentazione viene fermata per conservare gli zuccheri. Il Moscato d'Asti Vendemmia tardiva affina almeno un anno. Esistono le sottozone Santa Vittoria d'Alba e Strevi.
Nel bicchiere
L'Asti ha spuma fine e persistente, colore dal paglierino al dorato tenue e il profumo tipico dell'uva Moscato; la dolcezza può andare da pas dosé a dolce. Il Moscato d'Asti è paglierino, fragrante, dolce e aromatico, a volte appena vivace. La Vendemmia tardiva è dorata, sa di uva appassita e spezie, con un sorso dolce e vellutato.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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