Colli Orientali del Friuli Picolit
Denominazione di Origine Controllata e Garantita
Colli Orientali del Friuli Picolit è una DOCG del Friuli Venezia Giulia, nota soprattutto per i vini dolci.
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
Vino dolce da uve appassite di Picolit, vitigno a bassissima resa per l'aborto floreale che lascia pochi acini per grappolo.
Storia
Nel Settecento il conte Fabio Asquini di Fagagna scrisse un trattato sul Picolit e dal 1762 ne avviò un commercio di migliaia di bottiglie, spedite fino a Londra, Parigi, Amsterdam e in Russia e offerte alle corti di Francia e d'Austria. Dopo la sua morte il vino decadde; nel Novecento fu recuperato nei vigneti di Ipplis, presso Premariacco, dalla famiglia proprietaria della Rocca Bernarda. È DOC dal 1970 come parte dei Colli Orientali del Friuli e DOCG dal 2006.
Territorio
Colline della fascia orientale della provincia di Udine, da Tarcento e Nimis a Cividale e Prepotto, con vigneti tra 100 e 400 metri, spesso terrazzati. Il suolo è la ponca, un'alternanza di marne e arenarie che si sfalda facilmente e tende a franare. Le Prealpi Giulie riparano dai venti freddi del nord e il mare, a una quarantina di chilometri, attenua gli sbalzi di temperatura; le piogge sono abbondanti, soprattutto verso Tarcento.
In cantina
La resa è molto bassa: al massimo 4 tonnellate di uva per ettaro e 22 ettolitri di vino. Le uve si appassiscono sulla pianta, su graticci o in locali controllati, l'arricchimento è vietato e il legno è ammesso. Il Picolit esce dal 1° settembre dell'anno dopo la vendemmia; il Cialla, da solo Picolit, dal 1° settembre del secondo anno, e la sua Riserva richiede almeno quattro anni di invecchiamento.
Nel bicchiere
Giallo dorato più o meno carico, con un profumo intenso e fine, a volte da passito, che ricorda il miele e i fiori di campo. In bocca è amabile o dolce, caldo e armonico, ma non stucchevole, con un finale lungo; il legno può lasciare una lieve traccia.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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