Primitivo di Manduria Dolce Naturale
Denominazione di Origine Controllata e Garantita
Primitivo di Manduria Dolce Naturale è una DOCG della Puglia, nota soprattutto per i vini dolci. Vitigni: Primitivo (100%).
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
Rosso dolce da uve di Primitivo surmature o appassite, senza aggiunta di alcol.
Storia
Già alla fine dell'Ottocento si ricordava, per il Primitivo, un vino ottenuto da uve in parte appassite, considerato un possibile antenato di questa tipologia. Il vitigno arrivò a Manduria dalla zona di Gioia del Colle in quel periodo, e la prima etichetta nota del territorio è del 1891. Il Dolce Naturale nacque come tipologia della DOC Primitivo di Manduria (1974) ed è diventato DOCG autonoma nel 2011.
Territorio
La zona comprende comuni del Tarantino e tre del Brindisino, tra l'arco ionico, che scende verso il mare a terrazzi con dune, e la penisola salentina, con basse alture calcaree. I suoli sono argillosi e profondi verso l'interno, sottili e sabbiosi lungo la costa. Il clima è mediterraneo: inverni miti, estati calde e circa 650 mm di pioggia l'anno, concentrati nella stagione fredda.
In cantina
Le uve devono arrivare in cantina con almeno 16% vol potenziali, grazie alla maturazione prolungata o all'appassimento sulla pianta, su graticci o in locali attrezzati. L'arricchimento è vietato, la resa massima in vino è bassa (42 ettolitri per ettaro) e il vino si può vendere dal 1° giugno dell'anno successivo alla vendemmia. Al consumo deve avere almeno 16% vol totali, di cui 13% svolti, e almeno 50 g/l di zuccheri residui.
Nel bicchiere
Rosso intenso con sfumature granate. Il profumo è ampio e complesso, a volte con note di prugna; in bocca è dolce e vellutato, con il calore dato dall'alcol elevato.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.