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DOCPiù tipologieEmilia-Romagna

Colli d'Imola

Denominazione di Origine Controllata

Colli d'Imola è una DOC dell'Emilia-Romagna, con vini di più tipologie.

Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore

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Emilia-Romagna

Da ricordare

DOC di confine tra Emilia e Romagna, sui colli a sud della via Emilia attorno a Imola. Bianco e Rosso hanno una base ampelografica libera, mentre le tipologie da vitigno seguono la regola dell'85%.

Storia

La viticoltura imolese è attestata nel Medioevo: nel Trecento si citano già Albana, Trebbiano e altre uve bianche. Nel Settecento la vite si diffonde in pianura maritata agli alberi, mentre in collina resta in vigneti specializzati; nell'Ottocento arrivano vitigni francesi come Pinot, Sauvignon e Cabernet, e nel 1885 nasce a Imola una cantina sperimentale. La DOC è del 1997.

Territorio

Colline e terrazzi tra Ozzano e la valle del Santerno, con vigneti che salgono all'incirca da 110 a 430 metri. Vicino alla via Emilia i suoli sono profondi e di origine fluviale; in collina diventano argillosi e calcarei, con tratti di calanchi. Il clima è caldo lungo la via Emilia e più fresco nelle zone alte.

In cantina

La Riserva, prevista per Rosso, Sangiovese e Cabernet sauvignon, richiede almeno 18 mesi di invecchiamento dal 1° novembre della vendemmia, di cui almeno 2 in legno. Il Novello deve venire per almeno metà da macerazione carbonica. Per le altre tipologie non sono previsti affinamenti minimi; il Bianco Superiore ha rese più basse e un titolo minimo più alto.

Nel bicchiere

Il Sangiovese è rubino, a volte con riflessi violacei, dal profumo delicato e dal sorso pieno e asciutto. Il Rosso con l'età prende riflessi granati; la Barbera è di colore carico tendente al violaceo. Il Bianco è paglierino, vinoso e appena fruttato, e può essere secco o dolce.

Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.

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