Contea di Sclafani
Denominazione di Origine Controllata. Detta anche Valledolmo-Contea di Sclafani
Contea di Sclafani è una DOC della Sicilia, con vini di più tipologie.
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
DOC collinare dell'interno, alle pendici delle Madonie, ammessa anche col nome Valledolmo-Contea di Sclafani. Il Bianco è di fatto un Catarratto.
Storia
Il nome viene dalla contea feudale di Sclafani, nata in epoca normanna, contea dal 1330 e abolita nel 1813 insieme al feudalesimo. Le vigne sono documentate dalla fine del Trecento; verso il 1570 il conte del feudo di Valle dell'Olmo diede terre in enfiteusi con l'obbligo di piantare viti. La DOC è del 1996; nel 2016 è stato proposto anche il nome Valledolmo-Contea di Sclafani.
Territorio
Circa 900 km² nella Sicilia centro-settentrionale, a sud-ovest delle Madonie. Le vigne stanno tra 300 e 900 metri, a volte fino a 1.000, soprattutto esposte a sud-ovest, su argille sabbiose e, in parte, su arenarie e calcareniti. Il clima è mediterraneo caldo ma, per l'altitudine, la vendemmia arriva circa venti giorni dopo rispetto ad altre zone dell'isola.
In cantina
Sono esclusi i vigneti sotto i 300 metri e il tendone. La Riserva rossa invecchia almeno due anni, quella bianca almeno uno. Per la Vendemmia tardiva le uve appassiscono sulla pianta o in locali adatti, si raccolgono non prima del 1° ottobre, si vinifica in legno con almeno sei mesi in fusti fino a 500 litri, e il vino esce non prima di 18 mesi.
Nel bicchiere
Il Bianco è paglierino, a volte con riflessi verdolini, fine al naso, secco e sapido. Il Rosso è rubino con possibili riflessi violacei, fruttato e talvolta speziato, secco e strutturato; con l'invecchiamento della Riserva tende al granato. Le Vendemmie tardive vanno dal secco al dolce.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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