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DOCRossoAbruzzo

Montepulciano d'Abruzzo

Denominazione di Origine Controllata

Montepulciano d'Abruzzo è una DOC dell'Abruzzo, nota soprattutto per i vini rossi. Vitigni: Montepulciano (almeno 85%).

Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore

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Abruzzo

Da ricordare

Tranello classico: qui Montepulciano è il vitigno, mentre il Vino Nobile di Montepulciano è Sangiovese toscano. È la DOC rossa più diffusa d'Abruzzo, divisa in molte sottozone.

Storia

La prima notizia certa del Montepulciano in Abruzzo è del 1792 (Michele Torcia); a fine Settecento alcune famiglie ne estesero la coltura nella Val Pescara, e nell'Ottocento il vitigno è descritto nella zona di Sulmona. Le grandi abbazie medievali, come San Clemente a Casauria, avevano già vigneti importanti. La DOC è del 1968; dal 2003 le Colline Teramane sono una DOCG a parte.

Territorio

Una fascia collinare e pedemontana di circa 125 km tra il Tronto e il Trigno, stretta fra l'Adriatico e i massicci del Gran Sasso e della Maiella. I vigneti stanno fino a 600 metri (700 se esposti a sud), su suoli sabbioso-argillosi sciolti. Le montagne vicine danno forti escursioni termiche tra giorno e notte.

In cantina

Il Montepulciano d'Abruzzo base si vende dal 1° febbraio successivo alla vendemmia. Le sottozone hanno rese più basse e regole proprie: per esempio Casauria e Terre dei Vestini richiedono 18 mesi (di cui 9 in legno) e, per la Riserva, 24 mesi più 6 di bottiglia. Il Superiore delle sottozone affina almeno sei mesi.

Nel bicchiere

Rosso rubino intenso con riflessi violacei, che invecchiando vira al granato. Il profumo è intenso, di frutti rossi e spezie; il sorso è pieno e armonico, con un tannino leggero. Le Riserve delle sottozone sono più robuste, con frutta matura e a volte note vegetali secche.

Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.

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