Valdichiana Toscana
Denominazione di Origine Controllata
Valdichiana Toscana è una DOC della Toscana, con vini di più tipologie.
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
Fino al 2011 si chiamava semplicemente Valdichiana. La tipologia storica è il Bianco Vergine, tradizionalmente a base di Trebbiano toscano.
Storia
Nella zona sono stati trovati piani in pietra scanalati usati dagli Etruschi per pigiare l'uva, e Plinio il Vecchio cita vini locali. Nel Cinquecento il bottigliere di papa Paolo III, Sante Lancerio, annovera il Bianco della Valdichiana tra i vini preferiti dal pontefice; a fine Ottocento, dopo la fillossera, compratori di Borgogna e Champagne venivano qui a cercare vino bianco da spumantizzare. La DOC è del 1972, all'inizio solo per il Bianco vergine; i rossi e il Vin Santo sono arrivati nel 1999.
Territorio
Colline tra i 250 e i 500 metri ai bordi della piana della Chiana, tra Arezzo e Siena; il limite per i vigneti è 600 metri e le uve rosse vanno solo in collina. In quota prevalgono le sabbie marine del Pliocene, più in basso depositi continentali più recenti. Il clima è mediterraneo e caldo, con luglio molto secco e circa 690 mm di pioggia l'anno.
In cantina
Per il Vin Santo le uve appassiscono fino ad almeno il 26% di zuccheri e si pigiano tra il 1° dicembre e il 31 marzo; il vino fermenta e matura almeno due anni in legno, in recipienti fino a 500 litri. Esce dal terzo anno dopo la vendemmia, la Riserva dal 1° novembre del quarto. Frizzante e Spumante si ottengono con rifermentazione in recipienti a pressione.
Nel bicchiere
Il Bianco vergine è paglierino, talvolta con riflessi verdolini, dal profumo delicato; asciutto, chiude con una lieve nota di mandorla amara. Il Rosso e il Sangiovese sono rubino brillante, vinosi e fruttati, vivaci e sapidi da giovani. Il Vin Santo va dal paglierino all'ambrato fino al bruno, caldo ed etereo, dal secco all'amabile.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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