Vernaccia di Oristano
Denominazione di Origine Controllata
Vernaccia di Oristano è una DOC della Sardegna, nota soprattutto per i vini bianchi. Vitigni: Vernaccia di Oristano (100%).
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Da ricordare
Bianco secco da lungo affinamento in botti scolme, dove si forma un velo di lieviti (flor) che dà note ossidative di mandorla. Si studia accanto ai vini di velo: minimo due anni in legno, quattro per la Riserva.
Storia
Vinaccioli di vite ritrovati a Cabras, in località Sa Osa, risalgono all'età nuragica, attorno al 1200 a.C. In epoca romana il termine 'vernaculum' indicava una vite del luogo. Alla fine dell'Ottocento l'agronomo Sante Cettolini sosteneva che questo vino andasse giudicato con i sensi più che con le analisi chimiche. Riconosciuta nel 1971, è stata la prima DOC della Sardegna.
Territorio
Una piana quasi pianeggiante lungo il basso corso del Tirso, fino al golfo di Oristano, chiusa a nord e a est da colline vulcaniche e basaltiche; sulla costa si alternano dune, stagni e lagune. Nelle aree alluvionali si distinguono i suoli profondi e limo-sabbiosi detti 'bennaxi' e quelli ciottolosi e argillosi detti 'gregori'; nel Sinis compaiono terreni calcarei. Il clima è mediterraneo, con estati calde e asciutte, circa 650 mm di pioggia l'anno e venti dominanti da nord-ovest e da ovest.
In cantina
Le uve devono avere almeno il 14% vol naturale (15% per Superiore e Riserva). Il vino, vinificato in bianco, entra in legno di castagno o rovere dal marzo successivo alla vendemmia; il Superiore richiede almeno tre anni di botte. Le botti sono riempite solo per tre quarti circa: nello spazio vuoto si sviluppa il velo, e il grado alcolico cresce di 0,5-0,8 gradi l'anno. Il Liquoroso si ottiene aggiungendo alcol o acquavite di vino dopo il primo travaso e invecchia poi almeno due anni in legno.
Nel bicchiere
Colore dal giallo dorato all'ambrato. Il profumo è delicato e alcolico, con sfumature che ricordano i fiori di mandorlo; in bocca è fine, sottile e caldo, con una chiusura di mandorla amara. Nelle annate più riuscite il bouquet diventa più complesso: in sardo si dice 'murruai', parola legata all'antico uso di profumare le botti con la mirra. Il Liquoroso è più intenso e va dal secco al dolce.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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