Aleatico di Gradoli
Denominazione di Origine Controllata
Aleatico di Gradoli è una DOC del Lazio, nota soprattutto per i vini dolci. Vitigni: Aleatico (almeno 95%).
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
Aleatico quasi in purezza dalle colline vulcaniche a nord del Lago di Bolsena. Oltre alla versione base esistono il passito e il liquoroso, anche Riserva.
Storia
Gli scritti sui vini di Gradoli si susseguono dal Seicento: il letterato Alessandro Tassoni li cita nel 1627, e nell'Ottocento compaiono in varie descrizioni dello Stato Pontificio. Nel 1861 l'Aleatico di Gradoli fu presentato all'Esposizione italiana di Firenze; nel 1929 nacque la cantina sociale del paese. La DOC è del 1972.
Territorio
Media e alta collina sulle pendici dei Monti Volsini, sopra la riva nord del Lago di Bolsena, con vigneti tra 305 e 600 metri esposti a ovest, sud-ovest e sud. I suoli sono vulcanici, tufi grigiastri alternati a ceneri, sabbie e lapilli, molto permeabili. Il clima è temperato, con estati poco piovose e forti differenze di temperatura tra giorno e notte.
In cantina
Il Passito nasce da uve appassite fino ad almeno 280 g/l di zuccheri, con resa massima del 45%. Il Liquoroso si ottiene aggiungendo alcol e affina almeno 6 mesi; il Liquoroso Riserva invecchia almeno due anni in botti di rovere da non più di 250 litri, più un anno in bottiglia. Le rese sono basse per tutte le tipologie: 9 tonnellate per ettaro.
Nel bicchiere
La versione base è granato con toni violacei, aromatica al naso, dolce, morbida e con un ricordo di frutta fresca. Il Passito è rubino, profuma di frutta matura ed è dolce; il Liquoroso è pieno e dolce, e nella Riserva il colore vira all'arancio e compaiono note di rovere e un po' di tannino.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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