Castelli Romani
Denominazione di Origine Controllata
Castelli Romani è una DOC del Lazio, con vini di più tipologie.
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
DOC ombrello che abbraccia quasi tutti i Colli Albani, sovrapponendosi a denominazioni più ristrette come Frascati o Colli Lanuvini. Le regole sui vitigni sono più larghe di quelle delle DOC interne.
Storia
La vite è presente sui Colli Albani dall'epoca romana, quando le ville della zona avevano ampi locali per conservare il vino. Nei secoli dello Stato pontificio questi vigneti rifornivano soprattutto il mercato di Roma, e ne hanno scritto anche i viaggiatori del Grand Tour. La festa dell'uva di Marino si tiene dal 1925, quella di Velletri dal 1930; la DOC è stata riconosciuta nel 1996.
Territorio
Una zona ampia, circa 85.000 ettari, che dai Colli Albani scende verso l'Agro Romano meridionale e il nord-est dell'Agro Pontino, fino all'alta valle del Sacco. I vigneti stanno tra i 19 e i 600 metri, rivolti soprattutto a ovest e a sud, su suoli in gran parte vulcanici: pozzolane, tufi e piccole colate di lava, con lembi di sabbie, argille e terre rosse. Il clima è mediterraneo di transizione, con estati asciutte.
In cantina
Le rese sono generose (fino a 16,5 tonnellate per ettaro per il bianco e 16 per rosso e rosato) e il titolo minimo al consumo è basso, 10,5% vol per bianco e rosato e 11% per il rosso. Non sono previsti periodi minimi di invecchiamento né tipologie Riserva o Superiore: sono vini pensati per essere bevuti giovani.
Nel bicchiere
Il Bianco è paglierino, con un profumo fruttato e un sorso fresco e secco, a volte amabile o frizzante. Il Rosato va dal rosa al rubino chiaro, il Rosso è rubino, vinoso e rotondo; nella versione Novello è più vivace e fragrante.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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