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DOCPiù tipologieFriuli Venezia Giulia

Friuli Isonzo

Denominazione di Origine Controllata. Detta anche Isonzo del Friuli

Friuli Isonzo è una DOC del Friuli Venezia Giulia, con vini di più tipologie.

Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore

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Friuli Venezia Giulia

Da ricordare

Pianura alluvionale della provincia di Gorizia, a sud del Collio, con suoli ghiaiosi più o meno ricchi di argilla. Ammette molti vitigni, compresi Moscato giallo e Moscato rosa.

Storia

Plinio il Vecchio ricorda il vino 'Pucinum' prodotto vicino al Timavo; nel III secolo, presso Aquileia, botti di vino furono usate per costruire un ponte sull'Isonzo. Nel 1765 Maria Teresa d'Austria fondò la Società agraria di Gorizia, e nel 1891 la città ospitò il congresso enologico che affrontò la crisi della fillossera. La DOC nasce nel 1974 come 'Isonzo' e prende il nome attuale nel 1995.

Territorio

Un altopiano in leggera pendenza che scende dalle colline del Collio e del Carso verso l'Adriatico, modellato da Isonzo e Judrio. A nord (Rive Alte) prevalgono argille con ghiaie rosse e uno strato superficiale ferrettizzato; a sud (Rive di Giare) suoli calcarei con ghiaie bianche e sabbie. Il clima risente della bora fredda e asciutta e dello scirocco umido dal mare.

In cantina

Non sono previste Riserva né Superiore; solo il Pignolo deve invecchiare almeno due anni dal 1° novembre successivo alla vendemmia. La Vendemmia tardiva nasce da uve bianche (Friulano, Sauvignon, Verduzzo friulano, Pinot bianco, Chardonnay, Malvasia istriana) lasciate appassire in pianta, raccolte almeno 30 giorni dopo l'inizio della vendemmia e con almeno 13% vol naturali.

Nel bicchiere

Il Bianco è giallo paglierino, fruttato, pieno e vivace; il Rosso è rubino vivace con una lieve nota erbacea. Il Friulano è caldo e pieno con un finale leggermente aromatico. Il Moscato rosa è rosato con profumo di rosa, amabile o dolce; la Vendemmia tardiva è dorata tendente all'ambra, dolce e dal profumo intenso e complesso.

Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.

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