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Collio Goriziano

Denominazione di Origine Controllata. Detta anche Collio

Collio Goriziano è una DOC del Friuli Venezia Giulia, nota soprattutto per i vini bianchi.

Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore

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Friuli Venezia Giulia

Da ricordare

Colline di marne e arenarie stratificate (la 'ponca') al confine con la Slovenia, dove la denominazione continua con il nome Brda. Fama legata soprattutto ai bianchi, sia da singolo vitigno sia in uvaggio.

Storia

Lo storico Erodiano, nel III secolo, descrive viti sostenute da alberi da frutto lungo l'Isonzo; nel Seicento le fonti nominano già la Ribolla. Nella seconda metà dell'Ottocento il conte Teodoro Latour introdusse varietà francesi e tedesche, e nel 1891 a Gorizia si decise di ricostruire i vigneti dopo la fillossera con portinnesti americani. Dopo la Seconda guerra mondiale il confine divise il territorio e molte aziende; la DOC è del 1968.

Territorio

Circa 1.500 ettari di vigneto sulle colline a nord di Gorizia, tra 60 e 270 metri, con pendenze spesso tra il 15 e il 30% ed esposizione generale a sud. I suoli sono flysch dell'Eocene, alternanza di marne e arenarie ricche di fossili marini, ben drenanti. Le Prealpi Giulie riparano dal nord e l'Adriatico, a una ventina di chilometri, attenua gli sbalzi di temperatura.

In cantina

Sono ammessi solo vigneti di collina e le rese restano contenute: 11 tonnellate per ettaro, appena 4 per il Picolit, che deve partire da uve con almeno 13% vol naturali. La Riserva dei rossi richiede almeno 30 mesi di invecchiamento, di cui 6 in legno; quella dei bianchi 20 mesi. In etichetta l'annata è obbligatoria.

Nel bicchiere

Il Bianco va dal paglierino al dorato, con profumo delicato e lievemente aromatico e sorso fresco e asciutto. Il Friulano è caldo e pieno, con una leggera nota amarognola; la Ribolla gialla è più fresca e leggera. Il Picolit è dorato, amabile o dolce e caldo; il Merlot ha colore rubino non troppo intenso e talvolta una nota erbacea.

Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.

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