Barletta
Denominazione di Origine Controllata
Barletta è una DOC della Puglia, con vini di più tipologie.
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
Il rosso nasce dall'Uva di Troia, detta anche Nero di Troia, vitigno simbolo del nord barese. Zona pianeggiante vicino alla costa, alla foce dell'Ofanto.
Storia
Secondo la tradizione, l'eroe greco Diomede avrebbe piantato lungo l'Ofanto viti portate da Troia, da cui il nome del vitigno. Il vino della zona era noto in Europa come 'vino di Barletta' e partiva per ferrovia o per mare; la prima descrizione scientifica dell'Uva di Troia è del 1882. A Barletta operavano una cantina sperimentale e un vivaio sperimentale per la viticoltura. La DOC è stata riconosciuta nel 1977.
Territorio
Una zona per lo più pianeggiante, dal livello del mare fino a circa 250 metri, delimitata dalla costa adriatica e attraversata dall'Ofanto. I suoli sono calcareo-argillosi, di medio impasto o tendenti al leggero; quelli umidi o salmastri sono esclusi. Il clima è mediterraneo e mite grazie al mare, con circa 600 millimetri di pioggia l'anno, concentrati in autunno.
In cantina
Le rese arrivano a 15 tonnellate per ettaro. La Riserva, prevista per il Rosso e il Nero di Troia, richiede almeno due anni di invecchiamento, di cui uno in botti di legno, contati dal 1° novembre della vendemmia. Il Frizzante è ammesso per Bianco, Rosato e Malvasia bianca, e l'annata va indicata in etichetta tranne che per i frizzanti.
Nel bicchiere
Il Rosso è rubino tendente al granato, con riflessi aranciati con l'età; profumo vinoso, sorso secco e di buon corpo. Il Bianco e la Malvasia bianca sono giallo paglierino, delicati e fruttati, secchi. Il Rosato va dal rosa tenue al rosa intenso ed è secco, a volte con note di frutta.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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