Siracusa
Denominazione di Origine Controllata
Siracusa è una DOC della Sicilia, con vini di più tipologie.
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
Erede del vecchio Moscato di Siracusa, rinominata nel 2011 e allargata ai vini secchi. Il Moscato bianco resta il filo conduttore.
Storia
La tradizione del vino a Siracusa risale alla colonizzazione greca. All'inizio dell'Ottocento un erudito locale identificò il Moscato di Siracusa con il Pollio, vino citato dagli antichi, e autori del Settecento e dell'Ottocento lo ricordano tra i vini siciliani più noti; il Nero d'Avola compare in fonti della fine del Settecento. La fillossera distrusse gran parte dei vigneti tra il 1884 e il 1886. La DOC Moscato di Siracusa è del 1973; nel 2011 è diventata Siracusa, con l'aggiunta di vini secchi.
Territorio
Pianura e bassa collina della Sicilia sud-orientale, ai piedi dei Monti Iblei, con buona disponibilità d'acqua grazie ai fiumi. I suoli sono di origine pliocenica, bruno-calcarei, con circa un quarto di argilla e reazione leggermente alcalina. Il clima è mediterraneo, con circa 500 mm di pioggia concentrati tra autunno e inverno.
In cantina
Vinificazione e affinamento si fanno nel comune di Siracusa, mentre la spumantizzazione può avvenire in tutta la Sicilia. Per il Passito le uve appassiscono sulla pianta o dopo la raccolta, con una resa in vino di metà del peso dell'uva. Non sono previsti invecchiamenti minimi né Riserva; i nuovi vigneti vanno ad alberello o a spalliera, con il tendone escluso.
Nel bicchiere
Il Moscato va dal giallo dorato all'ambrato, con il profumo fragrante del vitigno, e può essere secco o dolce; il Passito è dolce e aromatico. Tra i rossi, il Nero d'Avola è rubino con riflessi violacei o granati e tannino piacevole, il Syrah ha colore molto intenso, frutti rossi al naso e un sorso morbido e di corpo.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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