Brunello di Montalcino
Denominazione di Origine Controllata e Garantita
Brunello di Montalcino è una DOCG della Toscana, nota soprattutto per i vini rossi. Vitigni: Sangiovese (100%).
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
Sangiovese in purezza da un solo comune. Esce sul mercato solo dopo un lungo periodo di affinamento obbligatorio.
Storia
Gli statuti medievali di Montalcino regolavano già la data d'inizio della vendemmia, e il vino della zona è ricordato durante l'assedio del 1553. Nella seconda metà dell'Ottocento alcuni produttori locali, tra cui Clemente Santi, iniziarono a proporre un vino scelto da Sangiovese chiamato Brunello, premiato in diverse esposizioni. Le regole moderne furono fissate nel dopoguerra: la DOC è del 1966, la DOCG del 1980.
Territorio
Una collina nella Toscana meridionale, circa 40 km a sud di Siena, chiusa dalle valli dell'Orcia, dell'Asso e dell'Ombrone. I vigneti salgono da circa 120 metri lungo i fiumi fino ai 650 del punto più alto, su suoli molto vari: arenarie, alberese e galestro, da sabbiosi ad argillosi. Il clima è mediterraneo e asciutto, con circa 700 mm di pioggia, ventilazione frequente e forti escursioni tra giorno e notte durante la maturazione.
In cantina
Il Brunello invecchia almeno due anni in contenitori di rovere e almeno 4 mesi in bottiglia, e si può vendere solo dal 1° gennaio del quinto anno dopo la vendemmia. La Riserva esce un anno dopo, con almeno 6 mesi di bottiglia. Le rese sono di 8 tonnellate per ettaro (7 con la menzione vigna); il vino non idoneo si può declassare a Rosso di Montalcino.
Nel bicchiere
Rosso rubino intenso che tende al granato, con un profumo intenso e caratteristico. In bocca è secco e caldo, robusto e persistente, con un tannino ancora percettibile ma armonico.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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