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DOCGRossoToscana

Val di Cornia Rosso

Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Detta anche Rosso della Val di Cornia

Val di Cornia Rosso è una DOCG della Toscana, nota soprattutto per i vini rossi. Vitigni: Sangiovese, con Cabernet sauvignon e Merlot.

Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore

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Toscana

Da ricordare

Rosso della costa toscana meridionale, accanto a Suvereto.

Storia

Plinio il Vecchio ricorda a Populonia una vite tanto grande da ricavarne una statua di Giove. Nel Trecento i Della Gherardesca impiantarono vigneti a Campiglia Marittima, Sassetta e Suvereto, e dopo le bonifiche dell'Ottocento la superficie vitata crebbe; a fine secolo produttori della zona partecipavano già a esposizioni a Roma e Zurigo. La DOCG è del 2011 e ha preso il posto del rosso della DOC Val di Cornia.

Territorio

La zona comprende Suvereto e Sassetta, parte di Piombino, San Vincenzo e Campiglia Marittima (Livorno) e Monteverdi Marittimo (Pisa), in due blocchi: uno lungo la costa e uno nell'interno. I suoli, su calcari antichi e rocce di origine magmatica, sono di medio impasto, da sabbiosi ad argillosi, profondi e freschi nelle aree alluvionali. Il clima è mite, con circa 14 °C di media, piogge sotto i 650 mm e buone escursioni termiche nelle zone interne.

In cantina

Il vino si può vendere dal 1° maggio del secondo anno dopo la vendemmia. La Riserva esce dal 1° gennaio del terzo anno, dopo almeno 18 mesi in legno e 6 in bottiglia, e deve avere almeno 13% vol. Nell'uvaggio il Sangiovese è almeno il 40%, Cabernet sauvignon e Merlot insieme al massimo il 60%.

Nel bicchiere

Rosso rubino brillante e di buona intensità, che evolve verso il granato. Il profumo è vinoso e delicato, con frutti di bosco che nei vini più maturi diventano confettura; in bocca è secco, vellutato e di buon corpo, con tannino, spezie e a volte una nota di legno.

Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.

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