Velletri
Denominazione di Origine Controllata
Velletri è una DOC del Lazio, con vini di più tipologie.
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
DOC dei Castelli Romani meridionali, tra i Colli Albani e la pianura pontina. Il rosso è un taglio di Montepulciano, Sangiovese e Cesanese, mentre il bianco segue lo schema Malvasia-Trebbiano tipico della zona.
Storia
Plinio e Livio ricordano già il vino di Velletri. Gli statuti cittadini confermati da Sisto IV nel 1477 e riformati nel 1544 contengono norme su vite e vino; a metà Seicento se ne esportavano grandi quantità e nell'inchiesta agraria del 1883 la vite risulta la coltura principale. La Festa dell'uva è nata nel 1930 e la DOC è del 1972.
Territorio
Circa 15.000 ettari sul versante sud-occidentale dei Colli Albani, con vigne tra 56 e 500 metri esposte soprattutto a ovest e sud-ovest. I suoli nascono dall'attività del Vulcano Laziale: pozzolane sabbiose e permeabili, tufi compatti che coprono gran parte della zona, qualche colata lavica e alluvioni argillose. Il clima è mite, con forti escursioni termiche a settembre e ottobre che rendono la maturazione lenta e completa.
In cantina
Il Rosso Riserva richiede almeno 2 anni di invecchiamento dal 1° novembre della vendemmia; per il Bianco Superiore non è previsto un affinamento minimo. Lo Spumante si fa dal vino bianco con rifermentazione in bottiglia, almeno 6 mesi sui lieviti e almeno 12 mesi di elaborazione complessiva, ed è sempre secco.
Nel bicchiere
Il Bianco è paglierino, delicato e fruttato, morbido e armonico; può essere secco, amabile o dolce. Il Rosso è rubino e diventa granato nella Riserva, con un profumo vinoso che con l'età si fa etereo e un tannino misurato. Lo Spumante ha spuma fitta e persistente e profuma di lievito e frutta matura.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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