Quiz · 100 domande
Quiz sull’etichetta del vino
Riserva, Superiore, Brut, Extra Dry, frizzante: le parole della bottiglia. Scegli quiz o flashcard: le domande sbagliate tornano finché non le sai.
Tutte le domande, con le risposte
Glossario 56
Che cosa indica «Classico» sull’etichetta di un vino?
Il vino viene dalla zona di origine più antica della denominazione.. La menzione Classico è riservata ai vini DOC e DOCG prodotti nella zona di origine più antica della denominazione, quella da cui il vino ha preso nome e fama prima che la zona si allargasse. Per gli spumanti la parola corrispondente è Storico. Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «Il vino viene dalla zona di origine più antica della denominazione»?
Classico. Classico: il vino viene dalla zona di origine più antica della denominazione. Fonte
Che cosa indica «Riserva» sull’etichetta di un vino?
Un periodo minimo di invecchiamento, più lungo di quello della versione base.. Riserva è una menzione dei vini DOC e DOCG che garantisce un invecchiamento minimo prima della vendita. La legge fissa la soglia di partenza, uguale per tutti: Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «Un periodo minimo di invecchiamento, più lungo di quello della versione base»?
Riserva. Riserva: un periodo minimo di invecchiamento, più lungo di quello della versione base. Fonte
Che cosa indica «Superiore» sull’etichetta di un vino?
Regole più strette della versione base: meno uva per ettaro, più alcol.. La menzione Superiore spetta ai vini DOC e DOCG con caratteristiche qualitative più elevate della versione base, fissate dal disciplinare. La legge chiede almeno due cose: Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «Regole più strette della versione base: meno uva per ettaro, più alcol»?
Superiore. Superiore: regole più strette della versione base: meno uva per ettaro, più alcol. Fonte
Che cosa indica «Gran Selezione» sull’etichetta di un vino?
Il gradino più alto del Chianti Classico, sopra Annata e Riserva. Oggi la usa solo questa denominazione.. Gran Selezione è una menzione che oggi si trova su una sola denominazione: il Chianti Classico, dove sta in cima alla piramide, sopra Annata e Riserva. Non va cercata su altri vini: nessun altro disciplinare la prevede. Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «Il gradino più alto del Chianti Classico, sopra Annata e Riserva. Oggi la usa solo questa denominazione»?
Gran Selezione. Gran Selezione: il gradino più alto del Chianti Classico, sopra Annata e Riserva. Oggi la usa solo questa denominazione. Fonte
Che cosa indica «Vigna» sull’etichetta di un vino?
Il vino viene da un singolo vigneto con un nome, iscritto in un elenco della regione.. La parola Vigna, seguita da un nome di luogo, indica che il vino viene da un singolo vigneto ben identificato. Si può usare solo per i vini DOC e DOCG, e a tre condizioni: il vigneto deve essere iscritto in un elenco tenuto dalla regione, le uve devono essere rivendicate per quella superficie e il vino deve essere vinificato separatamente. Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «Il vino viene da un singolo vigneto con un nome, iscritto in un elenco della regione»?
Vigna. Vigna: il vino viene da un singolo vigneto con un nome, iscritto in un elenco della regione. Fonte
Che cosa indica «Sottozona» sull’etichetta di un vino?
Una parte della zona di produzione con un nome proprio e regole più severe.. Una sottozona è un’area più piccola dentro la zona di una denominazione, con caratteristiche ambientali particolari o una tradizione riconosciuta. Ha un nome proprio, che compare in etichetta accanto a quello della denominazione, e regole più rigide fissate dal disciplinare. Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «Una parte della zona di produzione con un nome proprio e regole più severe»?
Sottozona. Sottozona: una parte della zona di produzione con un nome proprio e regole più severe. Fonte
Che cosa indica «Unità geografica aggiuntiva» sull’etichetta di un vino?
Il nome di un comune, di una frazione o di una località più piccola della zona, elencato nel disciplinare.. Le unità geografiche aggiuntive sono luoghi più piccoli della zona di produzione, come un comune, una frazione o una collina, elencati in un allegato al disciplinare. Il vino che ne riporta il nome deve venire da lì, essere vinificato a parte e dichiarato come tale. Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «Il nome di un comune, di una frazione o di una località più piccola della zona, elencato nel disciplinare»?
Unità geografica aggiuntiva. Unità geografica aggiuntiva: il nome di un comune, di una frazione o di una località più piccola della zona, elencato nel disciplinare. Fonte
Che cosa indica «Annata» sull’etichetta di un vino?
L’anno della vendemmia: almeno l’85% delle uve è stato raccolto in quell’anno.. L’annata è l’anno in cui sono state vendemmiate le uve, non quello dell’imbottigliamento. Quando compare in etichetta, almeno l’85% delle uve deve venire da quella vendemmia. Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «L’anno della vendemmia: almeno l’85% delle uve è stato raccolto in quell’anno»?
Annata. Annata: l’anno della vendemmia: almeno l’85% delle uve è stato raccolto in quell’anno. Fonte
Che cosa indica «Millesimato» sull’etichetta di un vino?
Uno spumante con l’annata in etichetta.. Millesimato si dice di uno spumante che riporta in etichetta l’anno di vendemmia. Come per gli altri vini, almeno l’85% delle uve deve venire da quell’anno. Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «Uno spumante con l’annata in etichetta»?
Millesimato. Millesimato: uno spumante con l’annata in etichetta. Fonte
Che cosa indica «Novello» sull’etichetta di un vino?
Un vino giovane, in vendita dal 30 ottobre dell’anno della vendemmia.. Novello è una menzione dei vini fermi e frizzanti, sia DOC sia IGT, pensati per essere bevuti giovani. Le regole nazionali sono precise: Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «Un vino giovane, in vendita dal 30 ottobre dell’anno della vendemmia»?
Novello. Novello: un vino giovane, in vendita dal 30 ottobre dell’anno della vendemmia. Fonte
Che cosa indica «Passito» sull’etichetta di un vino?
Un vino fatto con uve lasciate appassire, sulla pianta o dopo la raccolta.. Passito, o vino passito, indica un vino fermo DOC, DOCG o IGT ottenuto da uve appassite. L’appassimento fa perdere acqua agli acini e concentra zuccheri, acidi e profumi. Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «Un vino fatto con uve lasciate appassire, sulla pianta o dopo la raccolta»?
Passito. Passito: un vino fatto con uve lasciate appassire, sulla pianta o dopo la raccolta. Fonte
Che cosa indica «Vendemmia tardiva» sull’etichetta di un vino?
Le uve sono state raccolte più tardi del normale, quando sono più ricche di zuccheri.. Vendemmia tardiva indica un vino ottenuto da uve lasciate sulla pianta oltre il normale momento della raccolta. Con il passare dei giorni gli acini perdono acqua e si concentrano: si parla di surmaturazione, o di appassimento in pianta. Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «Le uve sono state raccolte più tardi del normale, quando sono più ricche di zuccheri»?
Vendemmia tardiva. Vendemmia tardiva: le uve sono state raccolte più tardi del normale, quando sono più ricche di zuccheri. Fonte
Che cosa indica «Recioto» sull’etichetta di un vino?
Il vino dolce da uve appassite del Veneto, da cui nasce anche l’Amarone.. Recioto è il nome tradizionale dei vini dolci da uve appassite del Veneto occidentale. Secondo la spiegazione più diffusa viene da recia, orecchio in dialetto: le parti alte del grappolo, più esposte al sole e quindi più dolci, che un tempo si sceglievano per l’appassimento. Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «Il vino dolce da uve appassite del Veneto, da cui nasce anche l’Amarone»?
Recioto. Recioto: il vino dolce da uve appassite del Veneto, da cui nasce anche l’Amarone. Fonte
Che cosa indica «Vin Santo» sull’etichetta di un vino?
Il vino da uve appassite che invecchia in piccole botti chiamate caratelli.. Il Vin Santo è un vino da uve appassite tipico della Toscana. Lo prevedono anche alcune denominazioni di Umbria e Marche e, al Nord, il Gambellara e i Colli Piacentini. Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «Il vino da uve appassite che invecchia in piccole botti chiamate caratelli»?
Vin Santo. Vin Santo: il vino da uve appassite che invecchia in piccole botti chiamate caratelli. Fonte
Che cosa indica «Vino liquoroso» sull’etichetta di un vino?
Un vino a cui si aggiunge alcol o acquavite: tra il 15 e il 22% vol.. Il vino liquoroso è un vino fortificato: durante o dopo la fermentazione si aggiunge alcol di origine vinicola, acquavite di vino o, in alcuni casi, mosto concentrato. Le norme europee fissano un titolo alcolometrico effettivo tra il 15 e il 22% vol. Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «Un vino a cui si aggiunge alcol o acquavite: tra il 15 e il 22% vol»?
Vino liquoroso. Vino liquoroso: un vino a cui si aggiunge alcol o acquavite: tra il 15 e il 22% vol. Fonte
Che cosa indica «Ripasso» sull’etichetta di un vino?
Il Valpolicella che rifermenta sulle vinacce dell’Amarone o del Recioto.. Il ripasso è una tecnica della Valpolicella: il vino giovane viene fatto rifermentare sulle vinacce rimaste dalla produzione di Amarone o Recioto, ancora ricche di zuccheri e di sostanze estraibili. Il vino ne esce con più alcol, più struttura e più morbidezza. Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «Il Valpolicella che rifermenta sulle vinacce dell’Amarone o del Recioto»?
Ripasso. Ripasso: il Valpolicella che rifermenta sulle vinacce dell’Amarone o del Recioto. Fonte
Che cosa indica «Governo all’uso toscano» sull’etichetta di un vino?
Al vino nuovo si aggiungono uve appassite per una seconda, breve fermentazione.. Il governo all’uso toscano è una tecnica tradizionale: al vino appena svinato si aggiungono uve leggermente appassite, o il loro mosto, che fanno ripartire una breve fermentazione. Il vino ne guadagna morbidezza, colore e una leggera vivacità. Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «Al vino nuovo si aggiungono uve appassite per una seconda, breve fermentazione»?
Governo all’uso toscano. Governo all’uso toscano: al vino nuovo si aggiungono uve appassite per una seconda, breve fermentazione. Fonte
Che cosa indica «Frizzante» sull’etichetta di un vino?
Un vino con poche bollicine: tra 1 e 2,5 bar di pressione.. La differenza tra frizzante e spumante è la pressione dell’anidride carbonica in bottiglia, misurata a 20 °C. Il vino frizzante ha una sovrapressione tra 1 e 2,5 bar: le bollicine ci sono, ma sono più leggere. Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «Un vino con poche bollicine: tra 1 e 2,5 bar di pressione»?
Frizzante. Frizzante: un vino con poche bollicine: tra 1 e 2,5 bar di pressione. Fonte
Che cosa indica «Spumante» sull’etichetta di un vino?
Un vino con almeno 3 bar di pressione, dovuti a una fermentazione naturale.. Uno spumante è un vino con una sovrapressione di almeno 3 bar a 20 °C, dovuta all’anidride carbonica prodotta da una fermentazione. Lo spumante di qualità deve arrivare ad almeno 3,5 bar. Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «Un vino con almeno 3 bar di pressione, dovuti a una fermentazione naturale»?
Spumante. Spumante: un vino con almeno 3 bar di pressione, dovuti a una fermentazione naturale. Fonte
Che cosa indica «Metodo classico» sull’etichetta di un vino?
Lo spumante rifermenta nella stessa bottiglia in cui arriva in tavola.. Nel metodo classico, detto anche tradizionale, la seconda fermentazione avviene nella bottiglia in cui il vino sarà venduto. Le fasi principali sono queste: Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «Lo spumante rifermenta nella stessa bottiglia in cui arriva in tavola»?
Metodo classico. Metodo classico: lo spumante rifermenta nella stessa bottiglia in cui arriva in tavola. Fonte
Che cosa indica «Metodo Martinotti» sull’etichetta di un vino?
Lo spumante prende le bollicine in grandi recipienti chiusi, le autoclavi.. Nel metodo Martinotti la presa di spuma avviene in grandi recipienti d’acciaio a tenuta di pressione, le autoclavi, invece che in bottiglia. Il vino spumante viene poi filtrato e imbottigliato sotto pressione. Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «Lo spumante prende le bollicine in grandi recipienti chiusi, le autoclavi»?
Metodo Martinotti. Metodo Martinotti: lo spumante prende le bollicine in grandi recipienti chiusi, le autoclavi. Fonte
Che cosa indica «Dosaggio» sull’etichetta di un vino?
Le parole che indicano quanto zucchero c’è in uno spumante, da Dosaggio zero a Dolce.. Sull’etichetta di ogni spumante c’è una parola che indica il contenuto di zucchero. Le soglie sono fissate dalle norme europee, in grammi per litro: Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «Le parole che indicano quanto zucchero c’è in uno spumante, da Dosaggio zero a Dolce»?
Dosaggio. Dosaggio: le parole che indicano quanto zucchero c’è in uno spumante, da Dosaggio zero a Dolce. Fonte
Che cosa indica «Secco, abboccato, amabile, dolce» sull’etichetta di un vino?
Le quattro parole che indicano lo zucchero residuo nei vini fermi.. Per i vini fermi, il contenuto di zucchero si indica con quattro parole, definite dalle norme europee in grammi per litro di zucchero residuo: Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «Le quattro parole che indicano lo zucchero residuo nei vini fermi»?
Secco, abboccato, amabile, dolce. Secco, abboccato, amabile, dolce: le quattro parole che indicano lo zucchero residuo nei vini fermi. Fonte
Che cosa indica «Chiaretto» sull’etichetta di un vino?
Il nome tradizionale del vino rosato, soprattutto sulle sponde del Garda.. Chiaretto è il nome che il vino rosato prende in alcune zone del Nord, soprattutto intorno al lago di Garda. Si ottiene da uve a bacca nera lasciando il mosto a contatto con le bucce solo per poco tempo, quanto basta per un colore rosa chiaro. Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «Il nome tradizionale del vino rosato, soprattutto sulle sponde del Garda»?
Chiaretto. Chiaretto: il nome tradizionale del vino rosato, soprattutto sulle sponde del Garda. Fonte
Che cosa indica «Cerasuolo» sull’etichetta di un vino?
Un nome per due vini diversi: un rosato abruzzese e un rosso siciliano.. Cerasuolo viene da cerasa, ciliegia, e richiama il colore del vino. È un nome che inganna, perché indica due vini molto diversi: Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «Un nome per due vini diversi: un rosato abruzzese e un rosso siciliano»?
Cerasuolo. Cerasuolo: un nome per due vini diversi: un rosato abruzzese e un rosso siciliano. Fonte
Che cosa indica «Titolo alcolometrico» sull’etichetta di un vino?
La percentuale di alcol in volume, scritta in etichetta come % vol.. Il titolo alcolometrico effettivo è la quantità di alcol presente nel vino, espressa in percentuale del volume: 13,5% vol vuol dire 13,5 millilitri di alcol ogni 100 di vino. È un’indicazione obbligatoria e si scrive per unità o mezze unità. Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «La percentuale di alcol in volume, scritta in etichetta come % vol»?
Titolo alcolometrico. Titolo alcolometrico: la percentuale di alcol in volume, scritta in etichetta come % vol. Fonte
Che cosa indica «Contiene solfiti» sull’etichetta di un vino?
Il vino contiene più di 10 milligrammi per litro di anidride solforosa.. I solfiti sono composti dello zolfo usati in cantina per proteggere il vino dall’ossidazione e dai microrganismi indesiderati. Sono un allergene: quando superano i 10 milligrammi per litro, espressi come anidride solforosa, l’etichetta deve riportare “contiene solfiti”. Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «Il vino contiene più di 10 milligrammi per litro di anidride solforosa»?
Contiene solfiti. Contiene solfiti: il vino contiene più di 10 milligrammi per litro di anidride solforosa. Fonte
Che cosa indica «Contrassegno di Stato» sull’etichetta di un vino?
La fascetta numerata sul collo della bottiglia, obbligatoria per le DOCG.. Il contrassegno di Stato è la striscia di carta numerata applicata sul collo della bottiglia, sopra il tappo. È stampato con sistemi anticontraffazione e porta un codice di serie che permette di risalire alla partita di vino e all’imbottigliatore. Fonte
Quale parola dell’etichetta vuol dire: «La fascetta numerata sul collo della bottiglia, obbligatoria per le DOCG»?
Contrassegno di Stato. Contrassegno di Stato: la fascetta numerata sul collo della bottiglia, obbligatoria per le DOCG. Fonte
Dal glossario 44
Quanta pressione deve avere almeno uno spumante?
3 bar. Uno spumante è un vino con una sovrapressione di almeno 3 bar a 20 °C, dovuta all'anidride carbonica prodotta da una fermentazione. Fonte
Quanta pressione deve avere almeno uno spumante di qualità?
3,5 bar. Lo spumante di qualità deve arrivare ad almeno 3,5 bar. Fonte
Quanta pressione ha un vino frizzante?
Tra 1 e 2,5 bar. Il vino frizzante ha una sovrapressione tra 1 e 2,5 bar: le bollicine ci sono, ma sono più leggere. Fonte
Per gli spumanti, come si chiama la zona di origine più antica di una denominazione?
Storico. Per gli spumanti la zona di origine più antica non si chiama Classico ma Storico, e l'annata compare solo sui millesimati. Fonte
Quale di questi spumanti è il più dolce?
Extra Dry. Il tranello classico: Extra Dry è più dolce di Brut, e Dry è più dolce di Extra Dry. Fonte
Quanti zuccheri può avere al massimo uno spumante Brut?
Meno di 12 g/l. Brut: meno di 12 grammi di zucchero per litro. Extra Dry va da 12 a 17 g/l: è più dolce. Fonte
Quanti zuccheri ha uno spumante Extra Dry?
Da 12 a 17 g/l. Extra Dry: da 12 a 17 grammi di zucchero per litro, più di un Brut. Fonte
Quanti zuccheri ha uno spumante Dry (o Secco)?
Da 17 a 32 g/l. Dry, Secco o Asciutto: da 17 a 32 grammi di zucchero per litro. Per gli spumanti “secco” non vuol dire senza zucchero. Fonte
Che cosa garantisce uno spumante Pas dosé (o Dosaggio zero)?
Meno di 3 g/l, senza zucchero aggiunto dopo la presa di spuma. Brut nature, Pas dosé e Dosaggio zero indicano meno di 3 g/l di zucchero, senza zucchero aggiunto dopo la presa di spuma. Fonte
Da quanti grammi di zucchero per litro uno spumante si dice Dolce?
Oltre 50 g/l. Per gli spumanti, Dolce vuol dire oltre 50 grammi di zucchero per litro. Fonte
Fino a quanti grammi di zucchero per litro un vino fermo si dice amabile?
Fino a 45 g/l. Nei vini fermi: secco fino a 4 g/l (9 con molta acidità), abboccato fino a 12, amabile fino a 45, dolce da 45 in su. Fonte
Fino a quanti grammi di zucchero per litro un vino fermo si dice secco, di regola?
Fino a 4 g/l. Un vino fermo è secco fino a 4 g/l di zucchero, o fino a 9 g/l se l’acidità totale è vicina allo zucchero. Fonte
Per legge, quanto deve invecchiare almeno un vino rosso Riserva?
Due anni. Per la legge un rosso Riserva invecchia almeno due anni, un bianco almeno uno. Molti disciplinari chiedono di più. Fonte
Per legge, quanto deve invecchiare almeno un vino bianco Riserva?
Un anno. Per la legge un bianco Riserva invecchia almeno un anno, un rosso almeno due. Fonte
Per legge, quanto deve invecchiare almeno uno spumante metodo classico Riserva?
Tre anni. Spumante Riserva: almeno tre anni se rifermentato in bottiglia, almeno uno se fatto in autoclave. Fonte
Che cosa chiede la legge, come minimo, a un vino Superiore rispetto alla versione base?
Resa più bassa di almeno il 10% e mezzo grado alcolico in più. Il Superiore deve avere una resa per ettaro più bassa di almeno il 10% e almeno mezzo grado alcolico in più. L’affinamento più lungo lo aggiungono solo alcuni disciplinari. Fonte
Quali denominazioni usano oggi la menzione Gran Selezione?
Solo il Chianti Classico. La legge la permetterebbe a tutte le DOCG, ma finora l’ha adottata solo il Chianti Classico. Fonte
Se in etichetta c’è l’annata, quanta parte delle uve deve venire da quella vendemmia?
Almeno l’85%. Quando compare in etichetta, almeno l'85% delle uve deve venire da quella vendemmia. Fonte
Per quale di questi vini DOC o DOCG l’annata in etichetta NON è obbligatoria?
Uno spumante non millesimato. Per i vini DOC e DOCG l’annata è obbligatoria, tranne che per i vini liquorosi, gli spumanti non millesimati e i frizzanti. Fonte
Da quando si può vendere un vino Novello?
Dal 30 ottobre dell’anno della vendemmia. si può vendere dalle 0.01 del 30 ottobre dell'anno della vendemmia; Fonte
Quanta parte di un Novello deve venire almeno dalla macerazione carbonica?
Il 40%. almeno il 40% del vino deve essere ottenuto per macerazione carbonica di uve intere; Fonte
Entro quando va imbottigliato un vino Novello?
Entro il 31 dicembre dell’anno della vendemmia. va imbottigliato entro il 31 dicembre dello stesso anno; Fonte
Quale titolo alcolometrico effettivo fissano le norme europee per un vino liquoroso?
Tra il 15 e il 22% vol. Un vino a cui si aggiunge alcol o acquavite: tra il 15 e il 22% vol. Fonte
Quale di questi vini nasce da uve appassite ma è secco?
Amarone della Valpolicella. L'Amarone della Valpolicella e lo Sforzato di Valtellina nascono da uve appassite ma fermentano fino a diventare secchi. Fonte
Da dove viene il nome Recioto, secondo la spiegazione più diffusa?
Da «recia», orecchio: le parti alte e più dolci del grappolo. Secondo la spiegazione più diffusa viene da recia, orecchio in dialetto: le parti alte del grappolo, più esposte al sole e quindi più dolci, che un tempo si sceglievano per l'appassimento. Fonte
In che cosa fermenta e invecchia il Vin Santo toscano?
In caratelli, piccole botti di pochi ettolitri. In Toscana le uve, di solito Trebbiano e Malvasia, appassiscono per mesi; il vino fermenta e invecchia lentamente in caratelli, botticelle di legno di pochi ettolitri, spesso per anni. Fonte
Come si chiama il Vin Santo da uve a bacca nera?
Occhio di Pernice. La versione da uve a bacca nera, soprattutto Sangiovese, si chiama Occhio di Pernice. Fonte
Quanti mesi sui lieviti chiedono almeno le norme europee per uno spumante metodo classico?
9 mesi. Affinamento sui lieviti: almeno 9 mesi per le norme europee, spesso molto di più. Fonte
Con quale nome è noto in Francia il metodo Martinotti?
Metodo Charmat. Il nome viene da Federico Martinotti, enologo di Asti che mise a punto il procedimento alla fine dell'Ottocento; in Francia è noto come metodo Charmat, dal nome di chi lo perfezionò. Fonte
Chi era Federico Martinotti?
Un enologo di Asti che mise a punto la presa di spuma in autoclave. Il nome viene da Federico Martinotti, enologo di Asti che mise a punto il procedimento alla fine dell'Ottocento; in Francia è noto come metodo Charmat, dal nome di chi lo perfezionò. Fonte
A che cosa serve il remuage nel metodo classico?
A far scendere i lieviti verso il tappo, prima della sboccatura. Remuage e sboccatura: le bottiglie vengono inclinate e ruotate finché i lieviti scendono verso il tappo, poi il deposito viene espulso. Fonte
Quale tolleranza è ammessa, di regola, tra il titolo alcolometrico in etichetta e quello misurato?
0,5% vol. Tra il valore in etichetta e quello misurato è ammessa una tolleranza di 0,5% vol, che sale a 0,8% vol per spumanti e frizzanti, vini liquorosi, vini da uve stramature e vini DOP o IGP conservati in bottiglia per più di tre anni. Fonte
Che cos’è il titolo alcolometrico totale?
La somma dell’alcol effettivo e di quello potenziale. Il titolo potenziale è l'alcol che si otterrebbe facendo fermentare lo zucchero ancora presente; il titolo totale è la somma di effettivo e potenziale. Fonte
Da quale quantità di solfiti l’etichetta deve riportare «contiene solfiti»?
Oltre 10 mg/l. Sono un allergene: quando superano i 10 milligrammi per litro, espressi come anidride solforosa, l'etichetta deve riportare "contiene solfiti". Fonte
Qual è il limite europeo di solfiti per un vino rosso secco?
150 mg/l. Le norme europee fissano limiti massimi: per i vini secchi 150 mg/l nei rossi e 200 mg/l in bianchi e rosati, con valori più alti per i vini dolci e più bassi per i vini biologici. Fonte
Per quali vini è obbligatorio il contrassegno di Stato, la fascetta sul collo della bottiglia?
Per tutte le DOCG. È obbligatorio per tutte le DOCG; per le DOC è facoltativo e dal 2024 anche le IGT possono adottarlo su richiesta. Fonte
Su quali vini si può usare la menzione Vigna?
Solo sui DOC e DOCG. Si può usare solo per i vini DOC e DOCG, e a tre condizioni: il vigneto deve essere iscritto in un elenco tenuto dalla regione, le uve devono essere rivendicate per quella superficie e il vino deve essere vinificato separatamente. Fonte
Come si chiamano, nel Barolo e nel Barbaresco, le unità geografiche aggiuntive?
Menzioni geografiche aggiuntive (MGA). Nel Barolo e nel Barbaresco si chiamano menzioni geografiche aggiuntive (MGA): nomi come Cannubi o Rabajà sono diventati famosi quanto quelli delle aziende. Fonte
Quante unità geografiche aggiuntive conta il Soave?
33. Il Soave ne conta 33, il Chianti Classico undici, riservate alla Gran Selezione. Fonte
Che cosa può fare una sottozona e non un’unità geografica aggiuntiva?
Avere un modo di produrre diverso dal resto della denominazione. A differenza delle unità geografiche aggiuntive, una sottozona può avere un modo di produrre diverso dal resto della denominazione, e con il tempo può diventare una denominazione autonoma. Fonte
Qual è il vitigno tipico del Chiaretto sulla sponda bresciana del Garda?
Groppello. Sulla sponda veronese è il rosato del Bardolino, da Corvina e Rondinella; sulla sponda bresciana quello della Riviera del Garda Classico, dove il vitigno tipico è il Groppello. Fonte
Che vino è il Cerasuolo d’Abruzzo?
Un rosato da Montepulciano. il Cerasuolo d'Abruzzo è un rosato da uve Montepulciano, una DOC a sé distinta dal Montepulciano d'Abruzzo; Fonte
Che vino è il Cerasuolo di Vittoria?
Un rosso da Nero d’Avola e Frappato. il Cerasuolo di Vittoria è un rosso da Nero d'Avola e Frappato, l'unica DOCG della Sicilia. Fonte
Da quale anno il Valpolicella Ripasso è una DOC autonoma?
2010. Dal 2010 il Valpolicella Ripasso è una DOC a sé. Fonte
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Come funziona il ripasso
Ogni domanda che sbagli torna il giorno dopo. Ogni domanda che indovini torna dopo un intervallo sempre più lungo: 1 giorno, poi 3, 7, 16 e 35. È il metodo delle scatole di Leitner: si ripassa poco e spesso quello che non si sa, e di rado quello che si sa già. Una domanda conta come imparata quando l’hai indovinata quattro volte di fila, a intervalli crescenti.
All’inizio di ogni sessione vengono prima le domande da ripassare oggi, poi quelle nuove. I progressi restano solo in questo browser: niente account, niente dati inviati. Li puoi cancellare in qualsiasi momento.
Le domande nascono dai dati del sito, verificati sui disciplinari e sugli elenchi ufficiali: dopo ogni risposta c’è la spiegazione e il link alla pagina da cui viene il dato. Se il disciplinare cambia, cambia la scheda e con lei la domanda. Hai trovato un errore? Segnalalo.